Contesto
RUOLO
Worked for
One Show Worldwide Contest
Anno
2021
Questo progetto rappresenta il mio primissimo approccio al mondo della User Experience e della UI durante i miei studi in Design della Comunicazione presso lo IED, dunque da autodidatta: ho sempre amato trovare nuove strade. Il progetto è stato inviato al One Show, uno dei contest più prestigiosi nel campo del design e della comunicazione.
sfida
Budweiser, un marchio consolidato nel settore delle bevande, si trova di fronte a una sfida significativa: cambiare la sua reputazione tra i consumatori più giovani, compresi nella fascia d'età tra i 21 e i 34 anni. Inoltre, il marchio cerca di stabilire un momento preciso di consumo per i suoi prodotti, che al momento manca. Una delle principali critiche al marchio è la sua percezione come una birra "pesante", un'immagine che Budweiser desidera trasformare.
processo
Dopo una rigorosa analisi del problema e delle opportunità, ho sviluppato il concetto di Buday's Cabin: una cabina personale progettata per alleviare lo stress accumulato durante una giornata intensa. L'idea è stata concepita come un'esperienza unica che offre agli individui un momento di tranquillità senza le distrazioni esterne.
Identificazione dell'opportunità: Riconoscere il potenziale di associare Budweiser a un momento di relax post-lavoro.
Ideazione e conceptualizzazione: Creazione del concetto di Buday's Cabin, una cabina personale per il sollievo dello stress.
Sviluppo dell'esperienza utente: Progettazione di un'applicazione mobile che permetta agli utenti di prenotare e utilizzare la cabina in base al loro livello di stress.
Decisioni chiave
Rejecting the "Event"
The first instinct was to design a huge party or festival activation. Big brands love that stuff — spectacle, noise, social media moments.
I killed that idea immediately. Festivals are expected. They're exhausting. They're everything Gen Z is trying to escape.
I pushed for the opposite: silence. A space where the product wasn't the hero — the experience was. The Cabin became an intervention in the city, a counter-move against overstimulation.
This decision shaped everything. It meant we couldn't rely on flash or hype. The concept had to be strong enough to stand on subtraction, not addition.
Focusing 80% on the Video
We had limited time and limited skills across the team. I made a conscious choice: put almost all the energy into the video asset. If the pitch deck was weak but the video was visceral, we'd still win attention.
I wrote the script to feel cinematic — not like a commercial, but like a short film about reclaiming time. The pacing was slow. The visuals were textural. The voiceover was calm, almost ASMR-like.
The gamble worked. The video became the strongest artifact in my portfolio and the main reason Wunderman Thompson called me in for interviews.
Risultato
Il progetto è stato presentato e inviato con un prototipo dell'applicazione mobile e un video da me realizzato per enfatizzare il valore dell'idea.
Peraltro, pochi mesi dopo il lancio del concept, Ikea lanciò una campagna simile a Parigi con una cabina iterante, a conferma dell'originalità e la validità dell'idea di Buday's Cabin nel contesto attuale del mercato.








